Tipi di BTP e caratteristiche

I BTP si presentano in diverse varianti, ognuna con caratteristiche specifiche. In questo capitolo, esploreremo le diverse tipologie di BTP disponibili.

BTP a tasso fisso

I BTP a tasso fisso sono i più comuni. Caratterizzati da un tasso di interesse fisso dall'emissione fino alla scadenza, sono considerati relativamente sicuri e prevedibili. Tuttavia, i tassi fissi potrebbero risultare meno vantaggiosi se i tassi di mercato aumentano nel corso del tempo.

Esempio di un investimento in BTP a tasso fisso

Immaginiamo che tu sia un investitore interessato a acquistare un BTP a tasso fisso emesso dal governo italiano. Ecco un esempio ipotetico di come funzionerebbe:

  • Scadenza: 10 anni
  • Tasso di Interesse: 2,5% annuo (lordo)
  • Valore Nominale: €1.000
  • Prezzo di Emissione: 100% (pari al valore nominale)

Supponiamo che decidi di investire €10.000 acquistando 10 BTP. Ogni BTP ha un valore nominale di €1.000, quindi acquisterai 10 titoli. Il tasso di interesse fisso è del 2,5% annuo.

Ogni anno, riceverai interessi pari al tasso lordo del 2,5% moltiplicato per il valore nominale di €1.000, ovvero €25. Gli interessi sono pagati con cadenza annuale o semestrale, a seconda delle specifiche dell'emissione. Avendo acquistato 10 titoli per un totale di €10.000, gli interessi lordi totali che riceverai ogni anno saranno €250.

Alla scadenza, nel 2033, il governo italiano ti restituirà il capitale investito, ovvero €1.000 per ogni BTP, insieme all'ultimo pagamento degli interessi. In questo caso, avrai ricevuto interessi totali pari a €2500 nel corso dei 10 anni.

BTP a tasso variabile

I BTP a tasso variabile hanno un tasso di interesse che cambia nel tempo in base a un indice di riferimento, come il tasso Euribor. Questi titoli offrono una maggiore flessibilità rispetto ai tassi di mercato in evoluzione, ma comportano un maggiore rischio di fluttuazioni degli interessi.

Esempio di un investimento in BTP a tasso variabile

Immaginiamo che tu sia un investitore interessato a acquistare un Buono del Tesoro Poliennale (BTP) a tasso variabile. Ecco un esempio ipotetico di come funzionerebbe:

  • Scadenza: 10 anni
  • Tasso di Riferimento: Euribor a 3 mesi
  • Spread: +1.5%
  • Valore Nominale: €1.000
  • Prezzo di Emissione: 100% (pari al valore nominale)

In questo esempio, il tasso di interesse dei BTP è legato all'Euribor a 3 mesi (tasso di interesse interbancario europeo a 3 mesi) più uno spread del 1.5%. Supponiamo che all'emissione l'Euribor sia del 0.5%.

Ogni tre mesi, il tasso di interesse del BTP viene aggiornato in base all'Euribor a 3 mesi più lo spread. Quindi, il nuovo tasso di interesse viene calcolato come 0.5% + 1.5% = 2.0%. Questo tasso sarà valido per il prossimo trimestre.

Se il tasso Euribor aumenta o diminuisce nei trimestri successivi, il tasso di interesse del tuo BTP varierà di conseguenza. Ad esempio, se nell'anno successivo l'Euribor a 3 mesi sale al 1%, il tuo tasso di interesse sarà 1% + 1.5% = 2.5% per il prossimo trimestre.

Alla scadenza, nel 2033, il governo italiano ti restituirà il capitale investito, ovvero €1.000 per ogni BTP, insieme all'ultimo pagamento degli interessi calcolato sul tasso variabile dell'ultimo trimestre.

Che cos'è lo spread?

Lo "spread" è un concetto finanziario che indica la differenza tra due tassi o rendimenti finanziari. In particolare, si riferisce alla differenza tra due tassi di interesse o rendimenti su due strumenti finanziari diversi. Lo spread può essere espresso come un valore assoluto o come un'percentuale.

Nel contesto dei BTP a tasso variabile, come nel nostro esempio precedente, lo spread rappresenta la differenza tra il tasso di interesse di riferimento (ad esempio, l'Euribor) e il tasso di interesse effettivo del BTP. Questo spread aggiunto al tasso di riferimento determina il tasso di interesse complessivo che l'investitore riceverà per il periodo specifico.

Ad esempio, se l'Euribor a 3 mesi è dello 0.5% e lo spread associato al BTP è +1.5%, allora il tasso di interesse complessivo del BTP sarà del 2.0% per quel trimestre. La differenza di 1.5% rappresenta lo "spread" che viene aggiunto all'Euribor per calcolare il tasso di interesse effettivo del BTP.

Lo spread può variare in base a diverse variabili, come le condizioni di mercato, la percezione del rischio e le politiche dell'emittente. Uno spread più elevato può riflettere un maggiore rischio o una minore liquidità del titolo, mentre uno spread più basso può rendere il titolo più attraente per gli investitori.

BTP indicizzati all'inflazione

I BTP indicizzati all'inflazione rappresentano una categoria di Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) progettati per proteggere gli investitori dall'erosione del potere d'acquisto causata dall'aumento dell'inflazione. I BTP Indicizzati offrono un'opzione per mantenere il potere d'acquisto dei risparmi.

A differenza dei BTP a tasso fisso, i tassi di interesse dei BTP indicizzati all'inflazione non sono predefiniti, ma variano in base ai livelli di inflazione misurati dall'indice di riferimento. Questi titoli prevedono una rivalutazione periodica delle cedole e del capitale in base a specifici coefficienti di indicizzazione, consentendo agli investitori di godere di un flusso di reddito costante.

Tipologie di BTP Indicizzati all'Inflazione

I BTP Indicizzati si distinguono in base all'indice di inflazione di riferimento e al metodo di calcolo della rivalutazione. Esistono due tipologie negoziabili sul Mercato Obbligazionario Telematico (MOT):

BTP€i (Collegati all'Inflazione Europea)
I BTP Indicizzati all'Inflazione Europea sono noti come BTP€i. Utilizzano l'indice Iapc (Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo) dell'area Euro, pubblicato mensilmente da Eurostat, per calcolare l'inflazione.
BTP Italia (Collegati all'Inflazione Italiana)
I BTP Italia sono indicizzati all'inflazione nazionale e utilizzano il FOI (indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati) come indice di riferimento. Una caratteristica distintiva dei BTP Italia è la cedola minima garantita, che assicura una certa stabilità del flusso di reddito. La rivalutazione delle cedole e del capitale è basata sul coefficiente di indicizzazione FOI.

BTP a breve, medio e lungo termine

Le obbligazioni e i titoli di stato, inclusi i BTP, vengono spesso classificati in base al tempo residuo prima della scadenza. In questa classificazione, solitamente i BTP vengono raggruppati in "breve termine" (o breve scadenza), "medio termine" (o media scadenza) e "lungo termine" (o lunga scadenza).

Ma quanto durano esattamente il breve, medio e lungo termine quando si tratta di investimenti finanziari? Non esistono definizioni rigorose. Di seguito riportiamo una classificazione abbastanza comune.

BTP a breve termine

I BTP a breve termine hanno un periodo di maturità relativamente breve, di solito da 1 a 3 anni. Questi titoli sono adatti per gli investitori che cercano una soluzione a breve termine per la loro liquidità, offrendo una maggiore flessibilità e liquidità rispetto ai BTP a lungo termine.

BTP a medio termine

I BTP a medio termine hanno un periodo di maturità solitamente compreso tra 3 e 10 anni. Questi titoli offrono un equilibrio tra rendimento e sicurezza e sono adatti per gli investitori che cercano un investimento a medio termine con un moderato livello di rischio.

BTP a lungo termine

I BTP a lungo termine hanno un periodo di maturità superiore ai 10 anni. Questi titoli offrono un rendimento potenzialmente più elevato, ma comportano anche un maggiore rischio di volatilità dei prezzi nel lungo termine. Sono adatti per gli investitori che hanno una prospettiva di investimento a lungo termine e sono disposti a sopportare fluttuazioni di prezzo nel corso degli anni.

Guida ai BTP

  1. Cosa sono i BTP e i concetti di base
  2. Tipi di BTP e caratteristiche
  3. Acquistare BTP
  4. Analisi dei rendimenti
  5. Analisi dei rischi
  6. Fiscalità e tassazione

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