Fiscalità e tassazione

L'aspetto fiscale è una componente essenziale degli investimenti, inclusi i BTP. In questo capitolo, esploreremo l'importanza di comprendere la fiscalità associata agli investimenti in BTP e come le imposte possono influenzare i rendimenti complessivi.

Che tasse ci sono sui BTP?

La tassazione sui BTP riguarda sia gli interessi guadagnati dall'investimento che il possibile guadagno di capitale (capital gain) derivante dalla vendita di un BTP a un prezzo superiore a quello di acquisto.

Quando vengono tassati i BTP?

Per quanto riguarda gli interessi, il momento impositivo si verifica quando gli interessi vengono accreditati sul tuo conto corrente. Questo significa che gli interessi guadagnati da un BTP saranno soggetti a tassazione nel periodo in cui vengono effettivamente ricevuti.

Nel caso di vendita di un BTP ad un prezzo superiore a quello di acquisto, o nel caso di acquisto sotto la pari e detenzione del titolo fino a scadenza, la vendita o rimborso del BTP comporta un guadagno di capitale. Il guadagno di capitale derivante dalla vendita o rimborso a scadenza di un BTP è anch'esso soggetto a tassazione al momento della vendita o rimborso del titolo.

Come vengono tassati gli interessi dei BTP?

Gli interessi guadagnati attraverso gli investimenti in BTP sono soggetti a tassazione. In Italia, i titoli di stato godono di una tassazione agevolata del 12,5%.

Esempio di tassazione degli interessi

Immagina di avere un BTP che ti fornisce interessi periodici sotto forma di cedole. Vediamo come funzionerebbe attraverso un esempio:

  • Possiedi un BTP con un valore nominale di €1.000 e un tasso di interesse annuale del 3%.
  • Ricevi un coupon annuale di €30 (3% di €1.000).

Calcolo dell'Imposta sulle Cedole:

  • Valore del Coupon: €30
  • Aliquota Fiscale sulle Cedole: 12.5%
  • Calcolo dell'Imposta: €30 (coupon) x 12.5% (aliquota fiscale) = €3.75

Nel tuo caso, dovresti pagare un'imposta sulle cedole di €3.75 sugli interessi guadagnati dal coupon annuale di €30. Questo significa che il rendimento netto della cedola sarebbe €30 - €3.75 = €26.25.

Come vengono tassate le plusvalenze sui BTP?

La tassazione di un BTP in fase di vendita o rimborso a scadenza dipende dal prezzo di acquisto e dal prezzo di vendita o rimborso. Nel caso in cui il BTP sia stato acquistato sotto la pari o comunque a un prezzo inferiore rispetto al prezzo di vendita, si applica un'aliquota fissa di tassazione del 12,5% al guadagno realizzato.

Esempio di tassazione del guadagno di capitale alla scadenza

Supponiamo di avere acquistato un BTP con un valore nominale di €1.000 e un tasso di interesse annuale del 2%. Tuttavia, hai acquistato questo BTP a un prezzo scontato di €950, ovvero sotto la pari, dato che i tassi di interesse di mercato erano aumentati rispetto al tasso del BTP.

Alla scadenza del BTP, il prezzo di rimborso è di €1.000. Pertanto, hai realizzato un guadagno di capitale di €1.000 - €950 = €50. Con un'aliquota di tassazione del 12,5% applicata al guadagno di capitale, l'imposta da pagare sarà di €50 (plusvalenza) x 12,5% (tassazione) = €6,25. Quindi, il guadagno netto che riceverai dopo la tassazione sarà di €50 - €6,25 = €43,75.

Esempio di tassazione del guadagno di capitale in caso di vendita sul mercato secondario (MOT)

Immagina di aver acquistato un BTP con un valore nominale di €1.000 e un tasso di interesse annuale del 3%. Tuttavia, hai acquistato questo BTP a un prezzo inferiore, pagandolo €950.

Dopo un certo periodo di detenzione, i tassi di interesse sul mercato sono diminuiti, portando il prezzo di mercato del BTP a €1.020. Decidi di vendere il tuo BTP sul Mercato Secondario (MOT) prima della sua scadenza.

Hai realizzato un guadagno di capitale di €1.020 - €950 = €70 dalla vendita del BTP sul MOT. Con un'aliquota di tassazione del 12,5% applicata al guadagno di capitale, l'imposta da pagare sarà di €70 (plusvalenza) x 12,5% (tassazione) = €8,75. Pertanto, il guadagno netto che riceverai dopo la tassazione sarà di €70 - €8,75 = €61,25.

La compensazione delle minusvalenze in Italia

Le minusvalenze si generano quando un investitore vende uno strumento finanziario a un prezzo inferiore rispetto a quello di acquisto, subendo così una perdita. In Italia, queste perdite sono importanti dal punto di vista fiscale poiché possono essere utilizzate per compensare future plusvalenze.

Redditi di capitale e Redditi diversi

Prima di addentrarci nei dettagli della compensazione delle minusvalenze, distinguiamo due categorie fondamentali di redditi finanziari in Italia: i redditi di capitale e i redditi diversi.

Redditi di capitale

I redditi di capitale sono quei redditi che derivano semplicemente dalla proprietà di un capitale. Non includono variazioni nel capitale investito, ma solo i frutti generati da questo capitale. Esempi tipici di redditi di capitale sono:

  • Dividendi
  • Interessi su depositi e titoli
  • Proventi da fondi comuni di investimento

Redditi diversi

I redditi diversi, invece, includono i guadagni o le perdite derivanti dalla compravendita di strumenti finanziari e dalle operazioni di natura speculativa. Ad esempio:

  • Plusvalenze e minusvalenze da cessione di azioni o obbligazioni
  • Redditi derivanti da operazioni in derivati
  • Altri proventi che non rientrano nei redditi di capitale

Compensazione delle minusvalenze

La compensazione delle minusvalenze permette di ridurre l'onere fiscale per l'investitore, bilanciando le plusvalenze e le minusvalenze maturate nello stesso periodo d'imposta.

Regole di compensazione e limiti

Le minusvalenze generate vengono solitamente inserite in un sistema, utilizzato dalle banche, chiamato "zainetto fiscale". Lo zainetto fiscale è un sistema che consente agli investitori di "archiviare" le minusvalenze per compensarle con plusvalenze future.

Le minusvalenze possono essere compensate con plusvalenze di natura simile, all'interno della categoria dei redditi diversi. Ad esempio, una minusvalenza derivante dalla vendita di azioni può essere compensata con una plusvalenza ottenuta dalla vendita di altre azioni o strumenti finanziari.

Le minusvalenze non possono essere utilizzate per compensare redditi di capitale, come i dividendi / cedole o gli interessi.

Le minusvalenze archiviate nello zainetto fiscale possono essere riportate in avanti per un massimo di 4 anni, sempre all'interno dei redditi diversi.

La seguente tabella mostra la tipologia di reddito di ciascuno strumento finanziario e se è possibile compensare le plusvalenze generato dallo strumento finanziario con le minusvalenze archiviate nello zainetto fiscale:

Riepilogo regole di compensazione delle minusvalenze
Strumento finanziario Aliquota Natura finanziaria plusvalenze Natura finanziaria minusvalenze E' possibile compensare le plusvalenze generato dallo strumento finanziario con minusvalenze nello zainetto fiscale?
Fondi e ETF 26% Reddito di capitale Reddito diverso No
ETC 26% Reddito diverso Reddito diverso Si
Obbligazioni 12.5% o 26% Reddito diverso Reddito diverso Si
Cedole obbligazionarie 26% Reddito di capitale - No
Azioni 26% Reddito diverso Reddito diverso Si
Cedole azionarie 26% Reddito di capitale - No
Certificati 26% Reddito diverso Reddito diverso Si
Cedole certificati 26% Reddito diverso Reddito diverso Si
Esempio di funzionamento dello zainetto fiscale

Supponiamo che un investitore acquisti azioni per 10.000 euro e successivamente le venda per 8.000 euro, registrando così una minusvalenza di 2.000 euro. Questa perdita viene inserita nello zainetto fiscale e potrà essere utilizzata nei successivi quattro anni per compensare plusvalenze future.

Se l'anno successivo lo stesso investitore realizza una plusvalenza di 1.500 euro vendendo altre azioni, potrà compensarla con la minusvalenza accumulata, riducendo l'imponibile fiscale a zero. I rimanenti 500 euro di minusvalenza resteranno nello zainetto per compensazioni future.

Anno Operazione Minusvalenza Accumulata (€) Plusvalenza (€) Minusvalenza Utilizzata (€) Minusvalenza Residua (€)
2024 Vendita azioni in perdita 2.000 0 0 2.000
2025 Vendita azioni in guadagno 2.000 1.500 1.500 500
2026 Nessuna operazione 500 0 0 500
2027 Vendita obbligazioni in guadagno 500 600 500 0

Alla fine del 2027, la minusvalenza è stata completamente utilizzata per compensare le plusvalenze maturate nel tempo, evitando il pagamento delle relative imposte.

Minusvalenze da titoli di stato con aliquota ridotta

Nel caso di minusvalenze derivanti da titoli di stato (es. BTP), l'aliquota fiscale applicabile al reddito è del 12,5%, rispetto al 26% di altri strumenti finanziari. Quando si integrano queste minusvalenze nello zainetto fiscale, la differenza di aliquota viene presa in considerazione, al fine di evitare una distorsione nell'eventuale futura compensazione di plusvalenze tassate al 26%.

Le minusvalenze derivanti da BTP e altri titoli di stato:

  • Sono inizialmente calcolate sull'intera perdita registrata.
  • Vengono ridotte applicando il rapporto 12,5/26, rendendole così utilizzabili anche con plusvalenze tassate al 26%.
  • Possono essere riportate in avanti fino a un massimo di 4 anni, come qualsiasi altra minusvalenza nel regime amministrato.
Esempio di minusvalenza generata dalla vendita di titoli di stato

Supponiamo che un investitore venda BTP con una perdita di 1.000 euro. Nello zainetto fiscale non verrà registrata l'intera minusvalenza, ma solo 480,77 euro (1.000 × 12,5 / 26), in modo da rendenderla compensabile con future plusvalenze soggette all'aliquota del 26%.

Se lo stesso investitore realizza successivamente una plusvalenza di 480,77 euro da azioni o ETF, la minusvalenza accumulata sarà interamente compensata, evitando il pagamento dell’imposta del 26% su tale importo.

L'imposta di bollo sul dossier titoli

Al fine di completezza, in aggiunta alla tassazione degli interessi e dell'eventuale guadagno di capitale, l'investitore è soggetto anche ad un'imposta di bollo sul dossier titoli.

L'imposta di bollo sul dossier titoli è una tassa prevista dalla normativa italiana che colpisce i possessori di strumenti finanziari e prodotti di investimento detenuti all'interno di un conto titoli o conto deposito. L'imposta di bollo sul conto titoli è proporzionale e si applica a tutti i prodotti finanziari e i conti di deposito detenuti dai risparmiatori. È importante sottolineare che questa tassa è dovuta annualmente e non è basata sulle plusvalenze, ma sul possesso stesso degli strumenti finanziari.

L'aliquota dell'imposta è dello 0,20% (2 per mille) del controvalore totale degli investimenti detenuti, inclusi i BTP.

Pagamento dell'imposta di bollo sul conto titoli

L'imposta di bollo sul conto titoli non viene pagata attivamente dall'investitore, ma viene calcolata e prelevata direttamente dal conto da parte della banca. Questa procedura semplifica il processo di pagamento e garantisce che l'imposta venga regolarmente corrisposta.

Guida ai BTP

  1. Cosa sono i BTP e i concetti di base
  2. Tipi di BTP e caratteristiche
  3. Acquistare BTP
  4. Analisi dei rendimenti
  5. Analisi dei rischi
  6. Fiscalità e tassazione

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